Confcommercio alla giunta «Servono parcheggi in zona stazione»

Confcommercio alla giunta «Servono parcheggi in zona stazione»

MANTOVA. «Potenziare i collegamenti ferroviari è molto importante, ma lo è altrettanto rendere la stazione di Mantova più funzionale per far sì che diventi maggiormente appetibile anche per chi sta in provincia e competitiva rispetto agli scali delle città vicine».

Nicola Dal Dosso, direttore di Confcommercio, incalza l’amministrazione comunale sul tema dei parcheggi in piazza don Leoni, dopo la notizia che la giunta è intenzionata a procedere con l’eliminazione dei posti in viale Nuvolari. Il messaggio è chiaro: servono parcheggi.

Il direttore di Confcommercio, Nicola Dal Dosso

«È senz’altro necessario l’intervento annunciato dal Comune per riqualificare quel tratto di viale Nuvolari, per ragioni oggettive di decoro e sicurezza – aggiunge – vero è però che la stazione soffre da anni del problema dello scarsità di posti auto e la stessa presenza di un parcheggio in struttura non ha risolto il problema di molti fruitori del treno. Una soluzione potrebbe essere quella di pensare a sconti sulla tariffa giornaliera in modo da renderne più appetibile l’utilizzo e sfruttare il parcheggio Mondadori molto più di oggi. Una riflessione sull’accessibilità della stazione del resto è necessaria se vogliamo mantenere il nuovo, prezioso collegamento con Roma, che per superare la sperimentazione dovrà dare buoni risultati. Una stazione più utilizzata dai mantovani e non solo è anche la premessa per ottenere più corse, perché quelle che entreranno in vigore da settembre hanno dei limiti in termini di fruibilità, e soprattutto per attrarre risorse su Mantova: penso soprattutto al raddoppio del binario della Mantova-Milano».

Confcommercio, con il presidente di Federalberghi Gianluca Bianchi, chiede anche che sul Frecciargento per la capitale «venga inserita la fermata di Firenze e che si torni a parlare di collegamenti più veloci con Verona, nella prospettiva di intercettare una parte dei consistenti flussi turistici che gravitano sul capoluogo scaligero e sul lago di Garda. Senza dimenticare il Catullo, che è a tutti gli effetti il nostro aeroporto, e per il quale sarebbe prezioso un collegamento ferroviario diretto».

Sul tema rilancia la polemica il consigliere comunale Alberto Grandi: «Aver riattivato la linea Mantova-Roma è una cosa buona – scrive su Fb – ma non è che i mantovani possono andare a Roma per fare un favore al sindaco o a Rfi: continueranno ad andarci tutti quelli che ci devono e ci vogliono andare. Allora per fare in modo che i numeri giustifichino il mantenimento della linea bisogna allargare il bacino potenziale di utenti. Dall’11 settembre un cittadino di Marmirolo, Roverbella, Suzzara e Ostiglia che deve andare a Roma avrà anche la possibilità di partire da Mantova, ma deciderà di farlo solo se ci sono i servizi adatti intorno alla stazione, primo fra tutti i parcheggi. In caso contrario continuerà a partire da Verona, Modena, Reggio Emilia o Bologna e da Mantova partiranno solo quei pochi che possono raggiungere la stazione in bici o a piedi. È proprio un’idea da Destra Storica del 1861 pensare che il treno porti sviluppo: semmai è più che altro una conseguenza dello sviluppo».