Completamento della Valdastico Nord legato a doppio filo al …

Completamento della Valdastico Nord legato a doppio filo al …

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Di Marco Bortolan

Completamento della Valdastico Nord legato a doppio filo con le vicende della cessione dell’autostrada Brescia – Padova e con la trasformazione di A22 del Brennero come società pubblica in house. Chi davvero si oppone al completamento a nord della A31?

Vicenza – Verona non riscalda solo gli animi delle opposte tifoserie calcistiche. Da tempo immemore, infatti, la smania di egemonia scaligera ha portato la politica veronese a controllare se non addirittura a ingerirsi completamente nella economia berica, al punto da rendere quest’ultima, dipendente, o anche succube della prima, e ciò non solo ai tempi di Cangrande della Scala, ma anche in epoca più recente. Si pensi al principale quotidiano locale denominato “di Vicenza”, ma con il ponte di comando societario da lungo tempo nella città che ha ispirato Shakespeare, anche in questo caso mal informato (dal predecessore del GdV o dai “nostri” cugini veronesi anche allora più abili nel marketing?) al punto di non sapere che la primigenia della storia d’amore più famosa del mondo, in realtà era tutta “made in Vicenza”.

Diversamentee forse oggi, con una diversa… informazione, la coda di turisti asiatici in fila per toccare scaramanticamente la tetta di Giulietta, in una tarocca abitazione della Famiglia Capuleti, andrebbe in scena a Montecchio Maggiore anziché a Verona.
Si pensi anche agli intrecci svelati da VicenzaPiù che legano sempre a doppio filo le rispettive espressioni di Confindustria Verona e Vicenza, con la seconda evidentemente succube della prima.
Ecco forse il Giornale del “fu direttore” Ario Gervasutti in attesa che arrivi al suo posto l’indigeno doc Luca Ancetti, come preannunciato domenica all’alba dal direttore di VicenzaPiù, anziché concentrare l’attenzione dei lettori vicentini sulla avversione di Trento, come fa nell’articolo a firma di Piero Erle dell’11 settembre 2016, dovrebbe magari interrogarsi più sulla opposizione netta di sponda veronese, che da anni tiene in scacco il completamento della A31 Valdastico, poiché l’economia scaligera sarebbe l’unica e principale “danneggiata” da un eventuale prolungamento a nord verso Trento dell’autostrada che percorre in tutta la sua lunghezza la provincia vicentina, ora da qualche anno raccordata pure alla Padova – Bologna.
Forse Verona vuole far pesare le proprie quote di partecipazione nella società di gestione attuale della A22 del Brennero, in procinto di passare sotto il controllo totale della nascitura società pubblica del Trentino Alto Adige, dopo la cessione del timone di comando della autostrada Brescia-Padova e della società A4 holding al Gruppo Albertis con l’interesse di banca Intesa anche al finanziamento dell’operazione a cui si accinge a perfezionare l’investitore Spagnolo Albertis.
Una cosa è certa, in ballo vi è la proroga della concessione della autostrada A4 subordinata dal CIPE al prolungamento della Valdastico a nord. Se poi questa opera di completamento servirà solo come promessa non mantenuta per sbloccare le due operazioni, l’ottenimento della proroga suddetta e la cessione delle quote A22 ora detenute da Verona a Trento, lasciando Vicenza con il cerino in mano della eterna incompiuta, poco importerà forse al di fuori della nostra provincia. Anzi si otterrebbe il mantenimento dello status di dipendenza – sudditanza di cui si faceva cenno all’inizio, potendo, si spera, solo in ambito calcistico alzare la testa e le mani in segno di vittoria contro i cugini gialloblù dell’Hellas.