Collette e donazioni Verona si mobilita per i terremotati

Collette e donazioni Verona si mobilita per i terremotati

“A Verona abbiamo più di 100 milioni bloccati dal Patto di Stabilità e, come noi, moltissimi altri Comuni italiani avrebbero a disposizione grandi cifre, per un totale di circa 10 miliardi. Per questo proponiamo al Presidente del Consiglio Matteo Renzi di rendere possibile lo stanziamento di almeno una parte di queste ingenti somme, per far fronte alle numerose ed urgentissime necessità delle persone e delle comunità colpite dal terremoto. Siamo sicuri che i veronesi, come gli italiani tutti, sarebbero ben felici di vedere confluire i soldi ora bloccati in un fondo nazionale da utilizzare per le emergenze, a favore dei nostri fratelli così duramente colpiti”. Questo è l’appello del Sindaco di Verona Flavio Tosi, in merito all’emergenza in Centro Italia. Ma anche altre istituzioni e professioni, in Veneto e a Verona, si mobilitano per aiutare le popolazioni colpite.

IL CONTO CORRENTE DELLA REGIONE. Il Presidente Luca Zaia, in accordo con l’Assessore alla Protezione Civile Giampaolo Bottacin, ha fatto attivare un conto corrente bancario presso il tesoriere della Regione, Unicredit, dove raccogliere i contributi di chiunque volesse dare un aiuto concreto alle popolazioni colpite dal sisma nel centro Italia. Il conto è già operativo con le specifiche: Banca Unicredit IBAN: IT33L0200802017000104429532 CAUSALE: Emergenza sisma centro Italia.

LA DONAZIONE DEI FARMACISTI. L’Ordine dei Farmacisti di Verona ha tempestivamente deciso di inviare una circolare a tutti i suoi circa 1200 iscritti, per chiedere ai colleghi di partecipare con una donazione ad una raccolta fondi da girare interamente al gruppo Farmacisti Volontari in Protezione Civile. Con il fondo che si verrà a creare si potranno acquistare in loco i medicinali e le attrezzature sanitarie di cui c’è necessità. «Ringraziando i colleghi e le altre squadre di Farmacisti Volontari veronesi che si alterneranno a turno nell’emergenza, insieme a tutto il Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Farmacisti di Verona», afferma Massimo Martari, presidente dell’Ordine veronese, «invito tutti i colleghi sia a partecipare attivamente associandosi al gruppo dei Farmacisti Volontari in Protezione Civile di Verona, sia a sostenerlo con una donazione».

UN CAMPER COME FARMACIA MOBILE. Intanto è partita nella notte alla volta di Arquata del Tronto in provincia di Ascoli Piceno, nelle zone terremotate del Centro Italia, la farmacia mobile per emergenze dell’Associazione Farmacisti Volontari in Protezione Civile di Verona. È allestita con alcune migliaia di confezioni di farmaci, messi gratuitamente a disposizione da Unifarm, apparecchiature per autoanalisi e la prima squadra di farmacisti Volontari. A questa prima squadra, alla quale si alterneranno nelle prossime ore altre squadre di farmacisti veronesi, si affiancheranno nei prossimi giorni altri farmacisti volontari di Protezione Civile provenienti da altre Regioni, che costituiranno quindi un unico nucleo operativo attorno alla farmacia mobile scaligera. Il mezzo sarà particolarmente utile in queste località perchè si tratta di zone abitate da persone anziane che sempre, ma in un momento così tragico in particolare, vedono nella farmacia un importante punto di riferimento. Lo scopo prioritario è permettere il mantenimento delle terapie croniche e dei livelli ematici – farmacologici per i soggetti in terapia cronica. 

LA COLLETTA DELLA CARITAS. «Esprimiamo solidarietà alle popolazioni coinvolte dal sisma e assicuriamo la preghiera per le vittime e le loro famiglie così come il nostro impegno a supporto del dopo terremoto». Lo ha detto il direttore della Caritas di Verona, mons. Giuliano Ceschi. «Pertanto – ha spiegato – lanciamo una colletta di solidarietà che andrà a sostenere economicamente i progetti di ricostruzione, prossimità, assistenza psicologica e quant’altro ci venga richiesto dalle Caritas del luogo in coordinamento con la Delegazione delle Caritas del Nord-Est e Caritas Italiana». «I progetti di volontariato Caritas nei luoghi colpiti a favore delle comunità si svilupperanno nella fase del post-emergenza» ha concluso mons. Ceschi. Il 18 settembre la Cei ha indetto una colletta nazionale in tutte le parrocchie il cui ricavato dovrà essere inviato con sollecitudine alle Caritas Diocesane per la realizzazione dei progetti concordati con la Caritas Italiana.