Collegare il Garda alla Verona-Brennero: forse ce la facciamo

Collegare il Garda alla Verona-Brennero: forse ce la facciamo

Per il lago di Garda si torna a parlare di ciclopista interregionale e di collegamento ferroviario avanzato con la Verona-Brennero. In quest’ottica sarebbero in corso una serie di contatti ad alto livello tra Regione Veneto, Regione Lombardia e Provincia autonoma di Trento. Lo riferisce il quotidiano l’Adige del 26 agosto.

Più nello specifico,  su iniziativa dell’assessore provinciale alle infrastrutture Mauro Gilmozzi, l’amministrazione trentina starebbe lavorando a stretto contatto con i pari grado di Lombardia e Veneto per giungere ad un dettagliato accordo di programma che stabilisca la suddivisione dei compiti in termini di progettazione e costi. Sullo sfondo c’è la realizzazione di una infrastruttura che viene considerata strategica per il turismo gardesano che è appunto la grande pista ciclabile che dovrebbe connettere quelle aree del Bresciano, del Veronese e del Trentino lambite dal lago: un’area nota dagli esperti di urbanistica come “ambito del Benaco”, il nome che al più grande lago italiano diedero gli antichi Romani.

In realtà per realizzare la ciclopista, sia al fine di disporre delle necessarie risorse che pure l’Ue mette a disposizione, sia per integrare la fruibilità dell’opera in termini di flussi turistici, secondo li amministratori trentini è necessario agganciare l’opera ad un’altra infrastruttura preconizzata da anni: ovvero un collegamento ferroviario di seconda generazione perfettamente integrato con l’asse della Verona-Brennero-Monaco. Si tratta di uno dei più importanti assi tra il sud e il centro dell’Europa. Attualmente il Garda dispone infatti di soli due approdi alla rotaia, vale a dire le stazioni di Peschiera e Desenzano che però fanno capo alla tratta Milano-Venezia. L’unica stazione afferente all’asse del Brennero è quella di Rovereto, che però non è direttamente integrata col comprensorio del lago.

L’ipotesi allo studio, all’oggi per nulla sgradita alle giunte di Lombardia, Trentino e Veneto, non porrà gli stessi ostacoli che tra queste ultime due amministrazioni si sono registrati negli anni per il progetto della autostrada Valdastico Nord: da sempre invisa ai trentini, in ragione dell’autonomia loro concessa dalla Carta costituzionale, questi ultimi sono riusciti dopo un lungo braccio di ferro coi veneti ad ottenere dallo Stato centrale una profonda revisione del piano originale. Il quale nella sua ultima e non ancora definitiva stesura esclude il tragitto autostradale per lo stesso Trentino.

Quanto al collegamento ferroviario con la Verona-Brennero, vero nodo strategico della partita al centro dei dialoghi a tre, Gilmozzi ha le idee chiare. E fa sapere che il progetto necessiterà obbligatoriamente del bollino di opera a rilevante interesse nazionale ed europeo. Il che significa che dovrà essere ricompresa nel Piano strategico dello Stato in quanto «collegamento tra l’Europa centrale ed il Garda». E che proprio Gilmozzi creda a tale prospettiva lo dimostra il fatto che l’assessore (sue le deleghe non solo alle infrastrutture, ma alla viabilità, all’ambiente, al demanio, all’energia e agli affari generali) si sia avvalso del polo di consulenza per gli investimenti.

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