Ciclovie turistiche nazionali: progetto al via, cosa sono, dove sono?

Ciclovie turistiche nazionali: progetto al via, cosa sono, dove sono?

richiedi consulenza
RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO

Cosa sono e come funzioneranno le ciclovie turistiche nazionali? Partono i primi protocolli di intesa, ecco le regioni interessate.

 

Partono le ciclovie turistiche nazionali, in 8 regioni sono stati firmati specifici protocolli di intesa con il Ministro Delrio e il Ministro Franceschini. Avrete in calce all’articolo la possibilità di approfondire il tema attraverso il documento ufficiale rilasciato dal Governo (si veda la sezione in pratica).

Intanto ecco i dettagli.

 

 

Cosa sono le ciclovie turistiche?

Si chiamano ciclovie turistiche e consistono in percorsi molto lunghi, interregionali, generalmente di ampiezza non inferiore a 300 km, ma che possono arrivare anche a raggiungere i 3mila km.

Le ciclovie nazionali, previste dalla Legge di Stabilità del 2016, sono strutturate all’interno del piano nazionale per la mobilità sostenibile per la prima volta nel nostro Paese e costituiscono potenzialmente importanti percorso di sviluppo per il turismo sociale e sostenibile.

Parte dunque un percorso amministrativo che nei prossimi mesi – attraverso un impegno totale di 91 milioni di euro tra il 2016 e il 2018 – prevedrà la progettazione e la realizzazione delle opere.

Come sottolinea il ministro Delrio le ciclovie nazionali si inseriscono in una strategia più ampia del Ministero, una strategia orientata a favorire la ciclabili nel nostro Paese, “che prevede una Rete Ciclabile Nazionale partendo dalle dorsali di Eurovelo, su cui si innestano reti regionali, intermodalità e ciclostazioni, e azioni per la Ciclabilità urbana e la sicurezza”.

Franceschini ha sottolineato in occasione della firma come “nei prossimi anni l’Italia dovrà governare la crescita dei flussi turistici e il sistema delle ciclovie rappresenta uno strumento fondamentale per sviluppare quel modello di sviluppo sostenibile e diffuso che vogliamo per il nostro Paese”.

 

 

I protocolli di intesa per le prime tre ciclovie turistiche nazionali

Sono stati firmati a fine luglio 3 protocolli di intesa per l’avviamento delle ciclovie turistiche nazionali in otto regioni, ecco i dettagli:

 

  • Ciclovia Ven-To” da Venezia (VE) a Torino (TO), siglato tra Mit, Mibact e Regioni Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte;
  • Ciclovia del Sole” da Verona (VR) a Firenze (FI) siglato tra Mit, Mibact e Regioni Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana;
  • Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese” da Caposele (AV) a Santa Maria di Leuca (LE), siglato tra Mit, Mibact e Regioni Campania, Basilicata e Puglia.

 

Ecco alcuni dettagli relativi a ciascuna di esse.

 

 

Ciclovia nazionale Ven-To

La Ciclovia Ven-To attraversa 4 regioni, 12 province, oltre 120 comuni e 242 località. Essa parte dal progetto omonimo che intende raggiungere l’obiettivo di collegare Venezia e Torino in bici attraverso il fiume Po. Ideato e redatto dal Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano consiste in una ciclovia di 680 chilometri che attraversa come detto ben 12o comuni salendo fino a Milano accanto ai navigli.

Una volta completata la ciclovia Ven-To sarà la più lunga infrastruttura per il cicloturismo in Italia e nel sud Europa. Si inserirà nella direttrice Eurovelo 8 in connessione con Eurovelo 5 e Eurovelo 7.

 

 

Ciclovia nazionale del Sole

La Ciclovia del Sole, parte dal Brennero per arrivare sino alla Capitale. La parte finanziata dal Governo, della lunghezza di circa 300 chilometri, fa parte del  più ampio progetto della Ciclopista del Sole, ideato dalla Fiab per coprire 3 mila chilometri, parte integrante di Eurovelo 7. Una prima tratta di tale ciclovia è di fatto già stata completata: si tratta della parte che dal Brennero giunge a Verona e al Lago di Garda. Il prossimo passaggio sarà il completamento della tratta Verona – Firenze, con il fine ultimo di raggiungere la Capitale.

Ma Roma nel prossimo futuro dovrebbe essere destinataria anche di un secondo progetto di rilievo: il GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Bici, su cui Comune di Roma e Governo stanno lavorando e il cui finanziamento è inserito in Legge di Stabilità 2016 [1].

 

 

Ciclovia nazionale dell’Acquedotto Pugliese

La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese prende le mosse dalla volontà di rimettere a disposizione del pubblico una sezione stradale generalmente percorribile solo dai mezzi di servizio, dunque vietata al transito ordinario. La strada come è intuibile corre lungo il Canale Principale dell’Acquedotto pugliese, un percorso di circa 500 chilometri attraverso 3 regioni. Si tratta di un’evoluzione già predisposta all’interno di un progetto di cooperazione internazionale di cui la Regione Puglia è capofila e che costituisce la tratta pugliese dell’itinerario 11 “Ciclovia degli Appennini” di Bicitalia, d’intesa con la FIAB che del marchio Bicitalia è titolare.