Cavallino e Bibione regine Jesolo resta alle spalle

Cavallino e Bibione regine Jesolo resta alle spalle

JESOLO. Costa veneziana in pole position tra le località turistiche del Veneto secondo i dati statistici diffusi dalla Regione. Sul numero di presenze il primo posto incontrastato resta ovviamente a Venezia, facendo una media tra il 2013, 2014 e 2015, che tocca quota 9 milioni 981.490. Segue Cavallino Treporti 6.117.248, prima tra le spiagge, quindi San Michele al Tagliamento-Bibione con 5.573.968. poi Jesolo a 5.270.179, e fuori dal podio. Seguono Caorle, Lazise fino a diverse località del Garda per arrivare alla più piccola Eraclea Mare, al 19esimo posto penultima e prima solo di Vicenza, mentre Chioggia si ferma al 12esimo posto seguita da Rosolina al 13esimo.

La costa veneziana rappresenta dunque il cuore pulsante del turismo veneto, con i numeri più elevati se si esclude Venezia. Un distretto turistico di tutto rispetto con i suoi cento chilometri di costa e ben oltre 30 milioni di presenze. La sorpresa è che, per l’ennesima volta Jesolo, la capitale in pectore sul litorale, sia stata sorpassata da Cavallino Treporti e Bibione, che sono le spiagge da anni emergenti e più popolari.

«Stiamo valutando le presenze», spiega il presidente dell’associazione jesolana albergatori, Massimiliano Schiavon, «che comprendono anche le notti in cui gli ospiti si fermano. Nel dato sugli arrivi, maggiormente collegato all’appeal che ha una località turistica, noi siamo subito dopo Venezia e prima di Verona, quindi la classifica cambia notevolmente perché ci porta notevolmente più in alto».

Ormai questo sorpasso, anni fa giudicato clamoroso, non desta più neanche troppi commenti e invidie anche se la discussione serpeggia tra gli operatori turistici. Dal Consiglio comunale di Jesolo le forze di opposizione però sembrano irritate da questi dati, che vedono soccombere la spiaggia di Jesolo rispetto alle vicine concorrenti.

«Eravamo posizionati come una eccellenza turistica», dice Mirco Crosera, «eravamo un marchio d’area che dava garanzie di qualità e differenziazione dell’offerta. Avevamo un marketing turistico che non era secondo a nessuno. Adesso tutte le politiche sbagliate, ad esempio quelle rivolte al divertimento

giovanile e agli eventi flop stanno portando risultati catastrofici. Ringrazio gli imprenditori che nonostante le imposte locali alle stelle credono ancora nella nostra località e l’unica speranza è quella che il vento cambi presto».

Giovanni Cagnassi

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