Casa di Giulietta e caso sicurezza «Riordino urgente»

Casa di Giulietta e caso sicurezza «Riordino urgente»

È la tragedia…di Giulietta. E si corre ai ripari. In Comune parte della maggioranza tosiana una richiesta di commissione consiliare urgente. Per risolvere il problema del degrado e della sicurezza per la massa di visitatori che blocca via Cappello. E poi riprendere in mano, dopo un anno di silenzio, il progetto di gestione dell’accesso al cortile. Tanto più ora che – come L’Arena ha riferito ieri – si torna a parlare di ingresso a pagamento, ma da via Cappello (non più dal Teatro Nuovo) con un percorso che partirebbe da un negozio a fianco dell’androne (si parla dell’Emporio Armani) o con il sistema dei tornelli, nella galleria. Il tutto da affidare a una società privata.

Per questo i consiglieri comunali della Lista Tosi Giorgio Pasetto e Katia Forte – presidente della commissione prima con delega alla sicurezza urbana – chiedono una commissione. L’obiettivo «è cercare di risolvere definitivamente una situazione ormai fuori controllo, con nuove proposte risolutive, per una gestione che risulta essere ormai inadeguata sia per la sicurezza che per il degrado».

I consiglieri del Pd Michele Bertucco e Fabio Segattini si chiedono però se il nuovo piano per gestire il cortile sia «un progetto vero o un annuncio di Ferragosto. La verità è che nella maggioranza non c’è accordo perché tutti tirano la coperta dalla propria parte. L’unica via d’uscita è trovare una soluzione ragionevole in Consiglio comunale».

LA REPLICA A CORSI. L’assessore a commercio e turismo Marco Ambrosini si dice pronto a parlarne in commissione, ovviamente dopo che questa sarà convocata. E intanto, replica a Enrico Corsi, il suo predecessore in Comune secondo cui Ambrosini non fa nulla per il turismo. «Sorprende che Corsi contesti le spese relative alla gestione dell’accoglienza turistica in città (ufficio Iat) dopo che è stato proprio lui a iniziare la collaborazione con la Provincia per continuare la gestione dell’informazione e accoglienza turistica nell’aprile 2015 da parte della Società Verona Turismo, quand’era ancora lui assessore al turismo». Precisa: «Non è un trasferimento per la sola gestione dell’ufficio Iat, ma per il regolare funzionamento di tutta la complessa struttura di accoglienza e promozione locale che la società (della Provincia) svolge per Verona, con un back office di 10 persone. Proprio per senso di responsabilità la Provincia, pur non avendo risorse regionali adeguate, è riuscita a spese proprie a garantire l’apertura dello Iat nei primi mesi del 2015 dopo la chiusura forzata di novembre e dicembre 2014 e dopo una serie di incontri infruttuosi proprio con Corsi, che non sapeva come reperire le risorse».

In ogni caso, aggiunge Ambrosini, «perché Corsi dopo la chiusura dello Iat a fine 2014 non ha espletato l’allora tanto invocato bando di gara per l’affidamento ai privati, vista la tanto sbandierata convenienza dell’operazione, e si è invece affidato alla continuità rappresentata dalla società della Provincia?. Tra l’altro», precisa, «la Regione ha riconosciuto la Verona Turismo leader nella gestione dell’Idms, la rete di scambio di informazioni tra gli oltre 80 Iat del Veneto e corrisponde alla stessa quasi 90.000 euro l’anno per il servizio».

Quanto alla gestione privata dello Iat «questa chimera sta già tramontando. Sul Garda il Comune di Lazise, pubblicato il bando e assegnato a un privato l’incarico dello Iat, dopo pochi giorni in seguito alla rinuncia dello stesso accortosi dell’insostenibilità del piano di gestione, ha affidato alla Verona Turismo la gestione, corrispondendo una somma che copre le pure spese del personale. Corsi cita Peschiera del Garda? Anche qui prima esperienza in provincia di gestione privata e dopo un inizio con grande entusiasmo quest’anno la gestione privata ha già ridotto l’orario di apertura e gli operatori di Peschiera lamentano lo scarso servizio».

Quanto alla App turistica non completata, Ambrosini dice che «quando si conferiscono incarichi alle Università, bisogna prevedere tempi certi di realizzazione e consegna lavori, cosa che Corsi non ha fatto. La ruota panoramica? Occorre fare bandi prima di fare concessioni a privati su suolo pubblico, e lo stiamo facendo».