Caro Silvio ti scrivo

Caro Silvio ti scrivo

Occhio alle firme! Come vi avevamo preannunciato sabato, la partita non è (del tutto) finita.

Forza Italia ha scelto Federico Sboarina come candidato sindaco e la Lega come alleato principale. Ma ecco una lettera a Re Silvio, firmata da Forzitalisti che non sono d’accordo.

Dicono che le parole di Paroli sono dette “not in my name”, non a nome di tutti. E che Sboarina non è il loro candidato.

Ma chi firma questa lettera? Molti forzitalisti già alleati di Tosi: gli assessori Anna Leso, Gian Caleffi e Gigi Pisa. I consiglieri Salvatore Papadia e Luca Fantoni. I presidenti di enti Stefano Ederle (e questa è una sorpresina, visto che Ederle proprio tosiano non è) e Niko Cordioli.

Diranno che sono tutti non proprio forzitalisti. Risponderanno che pure Sboarina, Polato e Bertacco sono (come molti dei firmatari dell’appello) usciti da Forza Italia per andarsene a Battiti. (ed è uno dei paradossi veronesi: Bozza assessore tosiano, Polato leader di Battiti, tutti e due iscritti a Forza Italia…)

Dopo di che, a firmare la lettera, ci sono i fedelissimi dei fratelli Giorgetti (a partire dalla vulcanica Elena Traverso) e parecchi sindaci della Provincia (Nogara, Cerea, Albaredo, Salizzole, Monteforte, Ferrara di MNomte Baldo, Salizzole Lazise, Sant’Ambrogio, Bovolone).

Tutti quanti si appellano direttamente a Berlusconi, dicendogli che “Federico Sboarina è fintamente civico e realmente legatissimo alla Lega Nord”, accusano il commissario Paroli, di non aver mai incontrato i vertici o i militanti di Forza Italia a Verona, e chiedono se “il populismo xenofobo di Salvini è il nostro riferimento?” Rispondendo con un “ No”.

Poi aggiungono che “a Verona sta nascendo un laboratorio politico importante, in accordo con il mondo vicino a Flavio Tosi, a realtà civiche e culturali, che potrebbe senza dubbio alcuno portare alla vittoria del vero centrodestra moderato”.

Così la lettera-appello.

Servirà? A far cambiare idea a Ghedini e Paroli, no.

A creare un altro po’ di scompiglio, nel gran putiferio pre-elettorale di Verona, sì.

Ora vedremo le contromosse. Ma la mossa c’è.

Appuntamento alle prossime puntate.

Lillo Aldegheri