Cagliari, sino al 31 nessun posto sui voli per Roma e Milano

Cagliari, sino al 31 nessun posto sui voli per Roma e Milano

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Il gruppo di programma di #CA_mbia CA­_gliari, in particolar modo attraverso la piattaforma web www.cambiamoinsiemecagliari.it, ha raccolto oltre 500 contributi sul futuro di Cagliari, sulla continuità territoriale sono arrivati decine di contributi, che sono stati elaborati e portati a sintesi da alcuni esperti, coordinati dal professor Roberto Devoto, docente di Trasporti presso la facoltà di Ingegneria dell’Università di Cagliari.

MARTEDI’ 29 MARZO

NESSUN POSTO SUI VOLI CAGLIARI MILANO

NESSUN POSTO SUI VOLI CAGLIARI ROMA 

MERCOLEDI’ 30 MARZO

NESSUN POSTO SUI VOLI CAGLIARI MILANO

NESSUN POSTO SUI VOLI CAGLIARI ROMA 

GIOVEDI 31 MARZO

NESSUN POSTO SUI VOLI CAGLIARI MILANO 

La continuità territoriale è indispensabile per la libera circolazione delle persone e, conseguentemente, per lo sviluppo economico di Cagliari e della Sardegna!

Potersi spostare in un modo equivalente rispetto a qualsiasi altro cittadino italiano è un diritto dei sardi, che dovrebbe essere adeguatamente protetto dallo Stato (purtroppo l’accordo Prodi-Soru del 2007 trasferisce invece alla Regione gli oneri relativi a tale garanzia).

Una continuità territoriale che funzioni non è indispensabile solo per esigenze correlate allo sviluppo turistico (una meta costosa e incerta diventa “irraggiungibile”), ma anche per qualsiasi altra esigenza “quotidiana e non prevedibile con largo anticipo”: appuntamenti di affari, di studio, sanitari etc.

principi base della Continuità territoriale sono:

·        la certezza dello spostamento

·        la certezza della tariffa

·        l’elevato indice di servizio. (inteso come funzione di frequenze settimanali, possibilità di A+R in giornata, servizi flessibili e regolari).

Nessuno di questi tre parametri è soddisfatto dalla attuale continuità territoriale.

 

Nei periodi di picco (festività, ponti, eventi, concentrazioni estive), l’offerta è costantemente insufficiente.

La mobilità alternativa è solo nei “low cost”, che -nei periodi di picco- non sono affatto “low cost” e hanno tariffe spesso superiori al doppio di quelle della continuità territoriale.

ESEMPIO di tariffe medie “low cost” dal 25 marzo al 29 marzo 2016

Cagliari-Bergamo A+R € 325

Cagliari-Ciampino A+R € 174

Cagliari-Malpensa A+R € 224 

Considerazione 1

I picchi di domanda sono assolutamente prevedibili. Si realizzano ogni anno nelle stesse date, note a tutti, con algoritmi che si ripetono.

Anche quest’anno, nella settimana pasquale, nonostante l’aumento di circa 80% dei posti disponibili, la domanda ha ampiamente saturato l’offerta, a conferma di una progettazione e pianificazione inadeguata. 

Considerazione 2

Anche i più recenti studi sulla mobilità certificano che una parte significativa del traffico passeggeri su Roma e Milano è in realtà destinato ad aree che hanno altri aereoporti come riferimento prioritario (Torino, Verona, Bologna, Napoli, Bari) e addirittura che almeno il 15% dei passeggeri utilizza i due aereoporti della CT 1 come scalo di transito. 

Considerazione 3

La continuità territoriale aerea non si realizza in regime di mercato. La CT1 costa alle casse pubbliche circa 46 milioni di euro. Di questi 46 milioni, circa 33 sono destinati alla continuità territoriale dal capoluogo.

Recentemente, lo Stato ha accordato alla Regione Sardegna ulteriori 30 milioni di euro, che dovrebbero essere destinati ad un nuovo bando che consenta di superare le attuali criticità. 

CHE FARE? 

1) NUOVI PARAMETRI DI QUALITA’.

La Regione Sardegna dovrebbe mettere a punto un nuovo assetto (rotte, frequenze giornaliere e stagionali, penali etc)  della continuità territoriale che non si concentri esclusivamente sulla tariffa (come quella attuale) ma presti grande attenzione anche alla frequenza e alla adeguatezza dei servizi giornalieri, nelle differenti stagioni e/o periodi di punta, per garantire certezza e regolarità del servizio. 

2) NUOVI CRITERI DI CONTRIBUZIONE.

La contribuzione regionale dovrebbe essere accordata esclusivamente tramite una scala studiata ad hoc per ogni linea, che premia proporzionalmente il vettore che uguaglia o supera di una certa percentuale  la quota annuale di domanda standard sulla rotta e, contemporaneamente, soddisfa pienamente la domanda nei periodi critici, con adeguate percentuali di puntualità. In questo modo le compagnie avrebbero tutto l’interesse a promuovere e “vendere posti” per la Sardegna, per raggiungere i valori di domanda che portano ad avere i contributi più alti.  

3) NUOVE DESTINAZIONI (CT2)

Le nuove risorse disponibili dovrebbero essere utilizzate anche per far ripartire la CT2 (15 milioni di euro potrebbero essere sufficienti a coprire l’intera CT2), con il risultato di favorire la mobilità verso destinazioni attualmente richieste, ma non adeguatamente coperte, decongestionando i due scali della CT1.

 

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