Arena, protesta lavoratori sul palco dell’Aida

Arena, protesta lavoratori sul palco dell’Aida

Si è concluso il più tribolato festival dell’Arena di Verona e si è chiuso con l’Aida, le proteste e gli applausi del pubblico che ha solidarizzato con gli artisti. Come ricorda il Corriere del Veneto, si tratta della seconda manifestazione diretta di disagio da parte dei lavoratori della Fondazione Arena durante il festival estivo. Prima dello spettacolo, è stato distribuito un volantino agli ingressi. “Chi chiude il ballo uccide l’Arena”, recitava la scritta principale.

«Noi lavoratori eseguiremo l’opera – si leggeva nel volantino firmato Slc Cgil, Uil Uilcom, Fistel Cisl, Fials Cisal – sapendo che quella di questa sera potrebbe essere una delle ultime rappresentazioni del nostro corpo di ballo stabile e intendiamo gridare al pubblico la nostra indignazione e il nostro dolore per la perdita incommensurabile che ne deriverebbe. Esprimiamo totale dissenso per questa scelta non necessaria, che giudichiamo scellerata perché tagliando un settore artistico, si tradisce il mandato istituzionale di diffusione dell’arte musicale e della danza per cui la Fondazione Arena esiste».

Prima dello spettacolo, i rappresentanti sindacali hanno letto un’altra lettera – anche in tedesco e in inglese –: «La stagione finisce – scandiscono dal palco –, ma i lavoratori proseguono con la loro mobilitazione a salvaguardia del loro teatro, la cui sopravvivenza è minacciata dalle scelte di una politica nazionale e locale che ne sta pianificando la chiusura. Un grave deficit che pagheranno i lavoratori». E ancora, sul corpo di ballo: «Ci opponiamo con tutte le nostre forze alla sua eliminazione». Molti e ripetuti gli applausi da parte del pubblico.

Nella foto: la protesta del 14 agosto scorso.

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