«Arena coperta? Solo per salvare il monumento»

«Arena coperta? Solo per salvare il monumento»

«Arena coperta, grande idea o assurdità?». La domanda è il titolo della puntata di «Diretta Verona», andata in  onda su Telearena e in streaming sul nostro sito. Una serata che divisa in due parti. L’apertura è stata dedicata alla discussione sulle tre proposte progettuali finite sul podio. Ospiti in studio il deputato del Pd Vincenzo D’Arienzo, il parlamentare del M5S Mattia Fantinati, il coordinatore provinciale di Forza Italia Massimo Giorgetti, il segretario provinciale della Lega Nord Paolo Paternoster e il cantante lirico scaligero Marco Vinco. La seconda parte della trasmissione è stata dedicata alla politica, con un focus sui 10 anni del sindaco Flavio Tosi, presente in trasmissione, e sulle elezioni amministrative in vista.

 

La discussione

In apertura di trasmissione il sindaco Tosi fa subito una precisazione sul bando di copertura dell’anfiteatro: «La questione dell’acustica non è neanche stata affrontata nel bando. Non ci frega nulla dell’acustica. L’obiettivo non è quello di fare lo spettacolo quando piove, ma preservare il monumento dalla pioggia. Il danno che fa la pioggia non è quello di rovinare la serata in Arena, il vero danno è che l’acqua fa staccare altri pezzi dell’anfiteatro. Il punto è trovare una soluzione compatibile con l’estetica del monumento. Le intemperie sono pericolossime e ci fanno spendere un sacco di soldi per le sigillature: è quello lo scopo della copertura. Se piove prima di un’opera, si chiude. Se poi smette, si riapre e si fa lo spettacolo».

 

Marco Vinco (cantante lirico): «Non possiamo parlare del contenitore a prescindere del contenuto. Stiamo parlando del fiocco ma non del contenuto del pacco. Va bene preservare il monumento dal degrado, ma c’è anche il degrado culturale che va tenuto in conto». E prosegue: «Mi pare che questa discussione sia come pensare a sistemare il patio del ristorante quando in questo locale non ci viene più nessuno. Il mio problema è sapere cosa combina il cuoco in cucina, prima di tutto. Mi auguro che questo sia l’inizio di una discussione sul cosa fare dentro l’arena. Non sono per tenere l’opera in naftalina, dovremmo discutere su cosa fare per rilanciarla altrimenti ci ritroviamo con una scatola coperta ma vuota». 

Alfredo Meocci: «Quando parlano i soldi, la musica tace. Potrebbe essere l’occasione per far parlare della città in tutto il mondo: è oggettivamente una buona idea». 

Vincenzo D’Arienzo ( Pd): «Trattiamo l’Arena come fosse una pentola, metterci un coperchio sopra per non rovinarla. I romani coprivano i propri monumenti, quelli che non coprivano è perché li volevano aperti: in questo caso si finisce per tradire la loro volontà. Se sono vere le motivazioni del sindaco perché i romani a Roma non vogliono coprire i fori imperiali o la Valle dei Templi ad Agrigento?». E prosegue: «Stiamo snaturando il monumento. Se l’obiettivo è conservare l’Arena, andava fatto un altro concorso per trovare modo di incanalare la pioggia diversamente da come avviene adesso. Sono per un progetto che rispetti la natura del manufatto».

 

Il direttore de L’Arena, Maurizio Cattaneo: «La pioggia rovina l’anfiteatro, ma questo eventuale progetto che poggerà sui gradoni non rovinerà anch’esso il monumento? E oltre all’aspetto strutturale è importante pensare a un vero piano di rilancio della lirica». E domanda al sindaco: «Porre la questione a poche settimane dal voto, ha valutato l’impatto dell’argomento in campagna elettorale?».

Tosi replica: «Non sta a noi valutare tecnicamente come verrà ancorato questo manufatto all’Arena, né valutare i calcoli statici perché ognuno ha le sue competenze. La discussione tra noi e Calzedonia nasce molto prima del problema delle piogge che ha rovinato la stagione, si parla del 2012-2013. Io ho un iter amministrativo da portare avanti, non mi interessa che incidenza avrà questo argomento sulla campagna elettorale».

 

Mattia Fantinati (M5S): «Stessa caratura del ponte sullo stretto, del cimitero verticale: quando una legislatura non riesce a fare nulla alla fine del proprio mandato fa una grande boutade. L’Arena non va coperta, va riempita. Io ho visto stagioni in cui l’Arena è vuota e non per la pioggia ma per colpa di chi dirige la Fondazione». Paolo Paternoster (Lega Nord): «A tutti piace sognare, ma penso che questo rimarrà nel cassetto dei sogni. Apprezzo l’impegno, ma resta un sogno».  Massimo Giorgetti (Forza Italia): «Sono stati presentati progetti e questa è una cosa positiva. Io auspico che si entri nel merito dei progetti, un dibattito vero anche tecnico, altrimenti restano sogni. Con tanti altri progetti che restano da fare, ad esempio l’Arsenale, io direi lasciamo stare». 

Tosi replica: «Non è una boutad, ma una cosa seria. É un bando al quale hanno partecipato 84 studi internazionali e con il benestare del ministero. Lo scopo, ripeto, non è coprire l’arena quando c’è l’opera, ma quando piove. Ora i progetti vengono inviati a Roma, se il ministero dà l’ok per andare avanti, lo sponsor dà il via libera per approfondire i progetti che vanno condivisi con la Soprintendenza e se c’è condivisione l’ultima parola spetta al ministero». Il sindaco rende merito anche al consigliere Fantoni che per primo negli anni Novanta ha avanzato la proposta della copertura dell’Arena».

 

Sandro Veronesi, patron di Calzedonia e finanziatore del concorso, in collegamento precisa: «Questo concorso nasce dalla volontà di fare qualcosa di bello per la propria città. Si può provarci, non so se si arriverà in fondo, ma l’importante è provarci».

 

La trasmissione passa poi dalla copertura dell’Arena alla prossima campagna elettorale con le domande di Maurizio Battista, capocronaca de L’Arena, che fa un bilancio delle due amministrazioni Tosi e dice: «Ora che Renzi è un po’ oscurato, che maggioranze pensa di fare Tosi a Verona? Candidare una sua persona di fiducia oltre che brava, ipotesi della sua compagna, la senatrice Bisinella?». Tosi risponde: «C’è una maggioranza che è quella che ha votato il bilancio qualche sera fa ed è molto simile a quella del primo mandato. La base di partenza è la squadra che sta governando la città, dopodiché ci si parla anche con altre forze politiche perché se c’è omogeneità sui programmi». 

 

«Forza Italia ha un candidato sindaco che si chiama Alberto Giorgetti», precisa Massimo Giorgetti, «abbiamo persone, idee e progetti e nell’ambito del centrodestra ci confrontiamo». Paternoster aggiunge: «Noi siamo liberi di fare alleanze con chi vogliamo, anche Forza Italia, anche la Lega avrà il proprio candidato e ci confronteremo. Di sicuro non ci alleeremo con Tosi e credo che questo sentimento sia reciproco. Il secondo mandato di Tosi è stato disastroso e prima si chiude questo periodo e meglio è. Senza nessun rancore, chiudiamo questa pagina cercando di sistemare questa città soprattutto in zone delicate come Verona Sud dove sono stati fatti centri commerciali che ci porteranno solo smog e traffico». Tosi interviene: «Fino a giugno del 2015 la Lega ha fatto parte della maggioranza, quindi dire disastro assoluto… E la variante di Verona Sud è stata votata anche dalla Lega Nord». Giorgetti anticipa che anche «a Padova ci sarà il sostegno di Forza Italia al candidato sindaco leghista Bitonci. Ci sono scenari che stanno mutando di giorno in giorno. Gli annunci di spaccatura a livello regionale stanno rientrando».

 

Fantinati annuncia invece che a Verona i 5 stelle non faranno alleanze, neanche al ballottaggio: «Non le abbiamo fatte a Roma e non le faremo a Verona». E precisa: «A Verona, la prima cosa da affrontare è lo smog e va fatto uno sforzo in questo senso. Poi sono stanco di veder privatizzare tutto quello che è proprietà della città». D’Arienzo, dal canto suo, parla della posizione Pd: «Difficile immaginare una alleanza omogenea tra forze che omogenee non lo sono. Lo stesso Flavio Tosi che si rivolge a se stesso come uomo del centrodestra quindi faccio fatica a immaginare una alleanza. Il Pd farà presto le primarie  il 19 di marzo e altri avranno i propri candidati».

Tosi sribadisce la propria posizione: «Se ci sarà il terzo mandato, mi candiderò. Se non ci sarà, candideremo una persona che ha capacità di governo, uomo o donna che sia e io mi metterò in lista perché è giusto dare una mano». Si candiderà da solo? «Se qualcuno condividerà i nostri programmi valuteremo le alleanze».