Arena con "cappello"? «Una follia»

Arena con "cappello"? «Una follia»

Il clima che si respira a Verona è, almeno dal 2014, quello della campagna elettorale permanente. Il periodo agostano non dà tregua e le scaramucce mediatiche tra gli uni e gli altri, soprattutto tra ex amici ed ex compagni di partito e di amministrazione tengono banco, forse per tener desta l’attenzione, anche dei più sonnacchiosi, sul versante delle elezioni amministrative di primavera o per risvegliare quella di coloro che, nel frattempo, si sono addormentati del tutto, in attesa delle grandi opere, rimaste, per ora, tutte al palo.

In questi giorni tiene banco il bando indetto dal Comune di Verona per un concorso di idee finalizzato alla realizzazione di una copertura dell’Arena, monumento simbolo della città e, da sempre chiodo fisso del primo cittadino. Del resto, il buon Flavio è uomo ambizioso e certamente desidera che i suoi dieci anni di “impero” siano ricordati per qualcosa che non siano solo gli scandali e i pettegolezzi. Così, il generoso patron di Calzedonia ha donato ben 100 mila euro per questo concorso, che scade il 9 Settembre e che vede architetti e ingegneri impegnatissimi nell’escogitare qualcosa che piaccia a tal punto da vincere il primo premio e che abbia la speranza di rimanere come punto di inizio per l’autentica realizzazione di quest’opera. La struttura – dice il Comune – si deve intendere come “permanentemente presente“, tramite soluzioni progettuali “totalmente reversibili“, per aumentare la fruibilità dell’anfiteatro e proteggerlo dalle intemperie. L’interrogativo più grande resta quello relativo alla fattibilità, poiché secondo numerosi esperti, una soluzione funzionale e fattibile costerebbe un patrimonio, che andrebbe stimato con precisione, in base alla scelta operativa definitiva.

Vien da chiedersi se in tempi di vacche magre, di problematiche sociali e infrastrutturali in aumento o rimaste nei cassetti, mentre il sindaco è impegnatissimo nel girare l’Italia per accreditarsi come politico nazionale, sia così necessario pensare ad un “cappello” per l’Arena, che da ben venti secoli gode di buona salute così com’è, poiché staticamente struttura compatta, che potrebbe avere, eventualmente, la necessità di opere di manutenzione delle gradinate (molto meno costose).

L’architetto di fama internazionale Mario Botta non ha dubbi in merito e lo confida al Corsera (11/06/2016): «Sto lavorando a Verona e l’ho detto al sindaco Tosi: io non mi metterei in un progetto del genere, per me è una follia. Le strutture statiche necessarie per reggere una copertura sarebbero come quelle della metropolitane di Tokio e graverebbero sull’intorno dell’Arena. E’ già difficile conservare il centro storico con i suoi materiali lapidei; se inserisci dei carichi pesanti si stravolge. Se l’Arena fosse in un prato si potrebbe realizzare una copertura; ma qui intorno c’è una piazza, un vicolo, le canalizzazioni, le fogne, la città storica… Penso che verranno proposti grandi “gesti architettonici” non realizzabili dal punto di vista del buon senso. La magia dell’Arena sono i suoi muri, l’intorno, l’essere dentro duemila anni di storia. L’Arena è sempre stata aperta».

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