Amministrative 2017. Bertucco ci riprova e si candida a sindaco di …

Amministrative 2017. Bertucco ci riprova e si candida a sindaco di …

“Scriviamo insieme una nuova storia per Verona”, con queste parole Michele Bertucco ha annunciato di candidarsi a sindaco di Verona nelle prossime elezioni amministrative. Il consigliere comunale di Verona Piazza Pulita vuole costruire insieme a coloro che lo sosterranno “un grande percorso aperto ed unitario – scrive Bertucco – per elaborare un’idea condivisa di città, che garantisca a Verona il cambiamento che attende con impazienza. Una proposta partecipata e popolare, che guardi al futuro della nostra comunità. La mia candidatura è quindi il risultato di un percorso collettivo, più che mai aperto, per scrivere insieme una nuova storia per Verona”.

L’11 giugno 2017 è l’ultimo giorno utile in cui si potranno svolgere le elezioni cittadini e mancano meno di 100 giorni e “il quadro politico cittadino è ancora fortemente frammentato e incerto – sostiene il candidato sindaco – Se tale disorientamento è comprensibile nella destra che esce fiaccata, indebolita e lacerata da un decennio di amministrazioni assolutamente inadeguate e deludenti, quando non dannose, non altrettanto comprensibili sono le divisioni che una parte del centrosinistra continua a marcare. Ha rappresentato un errore da parte di alcune componenti del centrosinistra, in rotta di collisione con il loro stesso elettorato, non aver voluto né saputo approfittare dello slancio di 4 anni e mezzo di opposizione rigorosa, costruttiva e propositiva che ha saputo svelare e spesso anche fermare tutti i bluff dell’amministrazione Tosi, per arrivare all’imminente appuntamento elettorale con le idee chiare e con proposte concrete”. Parole chiaramente indirizzate al Partito Democratico da cui Bertucco è uscito per un aperto contrasto con la segreteria provinciale e comunale. Un PD che sperava nella candidatura unitaria di Gianpaolo Trevisi, candidatura che però non si è concretizzata, lasciando il partito con l’incognita delle primarie.

La nostra proposta per la città è tesa sia ad unire il centrosinistra, che a superarne i confini tradizionali, in un progetto in grado colmare il divario che continua a separare Verona dall’essere una moderna città europea – prosegue Michele Bertucco – La mia è tutt’altro che una candidatura forzata o controvoglia: sono fermamente convinto dell’assoluta necessità di una svolta, sotto il profilo della mobilità, della cultura, dei diritti, del lavoro, della salute dei cittadini, della difesa dei beni comuni e delle infrastrutture necessarie. Va tutelato l’eccezionale patrimonio artistico, storico, culturale, ambientale e paesaggistico della nostra città. Allo stesso tempo la mia non è neanche una riedizione della candidatura del 2012, poiché la società civile, che ha avuto un ruolo fondamentale nelle battaglie di questi anni, sarà protagonista senza vincoli partitici, pretese di egemonia o calcoli politici ed elettoralistici. Il vento è cambiato: ora è il tempo della democrazia e della partecipazione, del protagonismo civico, della speranza e del cambiamento”.

Ecco le proposte del candidato sindaco: “Un’area pedonalizzata in ogni quartiere e l’estensione e il miglioramento delle aree verdi nella città, insieme al potenziamento del trasporto pubblico, dei percorsi ciclabili e dei parcheggi scambiatori per limitare il traffico privato. Valorizzazione e promozione, anche internazionale, del sistema culturale cittadino, a partire dalla Fondazione Arena e dai suoi lavoratori. Verona è ancora senza un assessore alla cultura. L’Arsenale è un bene comune della città e sarebbe un eccellente polo museale. Va totalmente rivista la politica urbanistica, tutta incentrata a creare future, costosissime, cattedrali nel cemento. Maggiore attenzione alle persone in difficoltà economiche a causa della crisi, garantendo a tutti il diritto alla casa e ai servizi. Trasparenza e correttezza nella gestione delle aziende pubbliche cittadine. Attenzione alla presenza degli insediamenti produttivi: malgrado quanto si ripete sulla tenuta del sistema economico scaligero, con la crisi sono andati persi tantissimi posti di lavoro, soprattutto nel manifatturiero”.