Abolizione voucher, Arena: Scelta dannosa

Abolizione voucher, Arena: Scelta dannosa

L’abolizione dei voucher è sconsiderata e dannosa. Così come è sconcertante la motivazione addotta dal Governo, quella che l’Italia non aveva bisogno nei prossimi mesi di una campagna elettorale su temi come questi: insomma, per evitare il confronto, si è preferito abolire uno strumento utile e moderno, in grado di dare ossigeno alla nostra asfittica economia”. Lo ha detto il presidente di Confcommercio Verona, Paolo Arena, commentando la cancellazione dei buoni lavoro.

“I voucher – ha spiegato – permettevano di gestire in modo flessibile e adeguato alle esigenze odierne la disponibilità di lavoro e il capitale umano che precedentemente veniva utilizzato in modo non trasparente”.

“I nostri settori, in primis il turismo, fondamentale per l’economia veronese, ma anche il commercio, avevano un punto di riferimento che ora non c’è più. A discapito delle aziende, ma anche dei lavoratori” ha aggiunto Arena sottolineando che “i voucher erano l’unico strumento legale, tracciabile, soggetto a copertura Inps e Inail, idoneo a coprire prestazioni saltuarie e occasionali. Un modo per creare agilmente lavoro in una fase storica in cui gli strumenti contrattuali tradizionali spesso non sono alla portata”.

“Il fatto che ci possa essere stato un uso improprio non giustifica questa soluzione radicale, è come vietare le automobili perché sulle strade ci sono incidenti. Concordo con chi afferma che hanno buttato via il bambino con l’acqua sporca” ha continuato il presidente di Confcommercio Verona:

“I circa 130 milioni di voucher venduti nel 2016 – aggiunge il presidente di Confcommercio As.co. Verona- rappresentano lo 0,23% del monte ore di lavoro; di questi, il 77% veniva utilizzato a beneficio di persone che già avevano un lavoro. Insomma, la demonizzazione dei voucher non trova riscontro nemmeno nei numeri”.

“Il Governo – ha concluso Arena – starebbe studiando soluzioni alternative ma nel frattempo si è creato un pericoloso vuoto che disorienta gli imprenditori e toglie possibilità ai lavoratori. La nostra economia, che ha il fiato corto e soffre di una oramai atavica debolezza dei consumi, non ne aveva proprio bisogno. E questa non è che l’ultima di una serie di misure penalizzanti per il nostro mondo, basti pensare alla riforma delle Camere di Commercio. Insomma, è un Governo di dilettanti allo sbaraglio che penalizza l’imprenditoria invece di incentivarla”.