A San Bonifacio incontro sul cyberbullismo: "Impariamo a difenderci"

A San Bonifacio incontro sul cyberbullismo: "Impariamo a difenderci"

Più di 1.000 studenti hanno partecipato all’incontro dal titolo “Stop cyberbullismo: impariamo a difenderci” che si è svolto ieri, 1 dicembre, nella sala del cinema Cristallo di San Bonifacio. L’evento è stato organizzato dalla fondazione Assosafe in collaborazione con il Siap Polizia di Stato e l’Adli, associazione datori di lavoro italiani

Il primo incontro del ciclo si è tenuto il 27 ottobre scorso nel vicentino, mentre quello di ieri ha coinvolto i ragazzi e le ragazze dell’istituto Luciano Dal Cero. L’obiettivo è stato quello di sensibilizzare gli studenti ad un uso corretto degli strumenti del web. I relatori hanno affrontato tematiche anche molto complesse come il tema della violenza di genere nelle scuole, dell’uso responsabile della rete, degli aspetti legali e delle diverse declinazioni assunte dal bullismo anche nel mondo del lavoro. E nelle scuole veronesi il bullismo e il cyberbullismo non sono fenomeni trascurabili: nell’ultimo anno scolastico hanno toccato quasi 500 studenti, che nei casi più gravi si sono tolti anche la vita.

“Tra bullo e vittima non esistono un vincitore ed un vinto – ha dichiarato nel suo intervento Giuseppina Filieri, vicepresidente Assosafe – ma due perdenti. Così come non esistono un potente da una parte ed un debole dall’altra, ma due impotenti di segno opposto. Il cyberbullismo è una forma di violenza psicologica e di prevaricazione che si può manifestare attraverso una serie di atti che vanno da pettegolezzi e discrediti diffusi online, alle minacce e alle offese attraverso messaggi sul cellulare, via e-mail e fino alla diffusione di post con informazioni, video e foto veri o falsi che sono imbarazzanti per la vittima. E non mancano casi di furto d’identità usata dal bullo con lo scopo di danneggiare la reputazione della vittima”.

“Vogliamo diffondere una maggiore conoscenza del web – ha spiegato il presidente della fondazione Assosafe Mattia Mingardo – consentendo di individuare facilmente gli eventuali pericoli e sapere come agire per prevenire e contrastare questo terribile fenomeno. La scuola rappresenta l’istituzione privilegiata in questo senso, il luogo dove la sinergia tra genitori e insegnanti può permettere ai ragazzi di trovare delle figure di riferimento a cui rivolgersi in caso di necessità”.