A Natale pienone E in montagna si spera nella neve

A Natale pienone E in montagna si spera nella neve

Alberto Minazzi

VENEZIA

Anche se “bianco” è praticamente solo dove la neve è stata sparata, il Natale 2016 ha confermato in Veneto la tradizione che lega alle festività di fine anno ad un soggiorno sui monti. Ma sono tanti i turisti, soprattutto connazionali, che hanno scelto i territori della regione per concedersi qualche ora di arte e cultura nei tanti gioielli veneti: da Venezia a Treviso, da Padova a Verona e, stavolta, senza dimenticare una Vicenza che sta sempre più ritagliandosi uno spazio significativo nel panorama delle città d’arte. È questo, dopo Natale e Santo Stefano e in attesa di Capodanno ed Epifania, il quadro di quella che continua a confermarsi la prima regione turistica d’Italia.

LA MONTAGNA ASPETTA LA NEVE. «Purtroppo non è nevicato», Marco Michielli, presidente di Federalberghi del Veneto, muove da questa considerazione, nell’analizzare i primi umori, non ancora tradotti in cifre vere e proprie, raccolti tra gli operatori del settore. Il dato, comunque, va letto in prospettiva. «Come Ferragosto – riprende Michielli – le vacanze natalizie sono un appuntamento quasi obbligato e quindi, la gente in montagna c’è andata lo stesso. Cortina ha fatto molto bene (basta pensare alle lunghe code che si sono formate, fin dalle prime ore della mattina di Santo Stefano, all’uscita dell’autostrada A27 in direzione della perla delle Dolomiti, ndr), ma anche il resto della montagna veneta ha fatto abbastanza bene. Adesso, però, c’è da tenere le dita incrociate, perché, da gennaio in avanti, si va al contrario in montagna: non per tradizione, ma per scelta. Insomma,vuol dire che se non nevicasse, c’è un forte rischio di un flop. È per questo che gli occhi di tutti, sulle Dolomiti, sono puntati al cielo. E speriamo che arrivi».

CITTÀ D’ARTE MEGLIO DI UNA CAPITALE EUROPEA. Un altro grande comparto del turismo veneto che può dirsi soddisfatto del Natale 2016 è quello delle città d’arte. «“Pur non avendo un monitoraggio completo – sottolinea il presidente di Federalberghi Veneto – mi sembra che le cose siano andata generalmente bene». Un risultato che si lega però, insieme all’iniziativa dei musei aperti, anche ad una circostanza tutt’altro che felice. «Le grandi capitali europee, tradizionali mete del turismo invernale, come Parigi, Londra, ovviamente Berlino, ma anche Bruxelles, che ha fatto segnare un -14%, sono percepite in questo momento come destinazioni “pericolose” e quindi sono state disertate dalle grandi masse di turisti».

Continua Michielli: «Di questo hanno beneficiato anche le città del Veneto, visto che si è preferito fare una visita a Padova o Verona piuttosto che spingersi oltre le frontiere. Perché, in questo periodo, a muoversi sono maggiormente i nostri compatrioti, rispetto agli stranieri: per questi ultimi, c’è stato sì un lieve incremento, ma il 2016 può essere letto come l’anno del ritorno dei turisti italiani».

VICENZA SEMPRE PIU’ A VOCAZIONE TURISTICA. Padova, Verona, Venezia. Ma, come si diceva, anche gli altri capoluoghi veneti hanno vissuto le ultime festività da protagonisti. «Aver visto nei giorni scorsi una cttà come Treviso “paralizzata” per i visitatori è segno di un ottimo risultato per il capoluogo della Marca. Ma anche i primi riscontri su Vicenza sono molto buoni. La città berica sta riscoprendo quella vocazione turistica che un po’ ha sempre creduto di non avere. Non solo Monte Berico, ma anche le ville palladiane o la Basilica sono sicuramente viste dai visitatori come grandi mete. In tal senso, va ringraziata l’iniziativa intelligente del sindaco della città, Achille Variati, per realizzare il terrazzo-bar sulla Basilica: un’operazione turistica che ha dato ottimi frutti, perché un monumento non è tale, se non viene vissuto». L’idea di diffondere il turismo sull’intero territorio regionale, senza incentrarlo solo nei posti più conosciuti, è invece ancora molto indietro: «Questo è un percorso – conclude Michielli – molto lungo e richiede di presentare l’intero territorio nel suo insieme, non semplicemente di dirottare i turisti da una all’altra meta: così, non funzionerebbe».