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  • Le pari opportunità, purtroppo, si fanno ancora troppo a parole e poco nei fatti. È passato un altro 8 marzo, è passata un’altra festa della donna, in cui si è parlato di pensioni non ancora equiparate, figlie probabilmente anche di retribuzioni diverse tra uomini e donne. Magari si cita qualche esempio positivo, come Poste, ma poi si torna inevitabilmente ai problemi, come la violenza o la scarsa presenza femminile nelle istituzioni veronesi.

    E poi c’è la politica che strumentalizza tutto, anche l’8 marzo, per sostenere le proprie battaglie. Il segretario provinciale del PD, Alessio Albertini, a proposito dell’8 marzo ha scritto: “Come ogni anno in occasione della Festa della Donna si sprecano fiumi di inchiostro e di bit per celebrare, non senza un velo di ipocrisia, le donne e il lungo percorso di emancipazione dell’universo femminile. Purtroppo molto spesso il tutto si riduce ad un rametto di mimose e poi tutto continua come prima. Il Partito Democratico ha dimostrato sin dalla sua fondazione, unica forza politica in Italia, di credere davvero nella parità di genere e di dare spazio effettivo alla presenza femminile in politica. Si possono criticare le “quote rosa” come concetto, ma non c’è dubbio che a tutti i livelli il PD ha dimostrato di voler dare realmente voce e spazio all’universo femminile. Gli statuti e regolamenti del PD sin dalla sua fondazione prevedono quote paritarie in tutti gli organismi elettivi interni e l’obbligo di una adeguata rappresentanza femminile anche negli organismi di nomina. Parimenti accade con gli organismi istituzionali”.

    “Così – continua Albertini – accanto al governo Renzi, che vede sei ministre su quindici (all’inizio erano otto, record assoluto nell’Italia repubblicana), esiste una buona presenza femminile anche nel gruppo PD in Consiglio Regionale Veneto (tre consigliere su nove), compresa la capogruppo Alessandra Moretti e la consigliera veronese Orietta Salemi, la donna più votata in Veneto alle scorse elezioni regionali; in consiglio comunale a Verona Elisa La Paglia (ad inizio mandato era presente anche Orietta Salemi) è una delle sei consigliere su trentasei componenti. Rilevante è la presenza di donne anche nella squadra dei sindaci del Partito Democratico o dell’area di centrosinistra nella provincia di Verona: Clara Scapin (Legnago), Graziella Manzato (Sommacampagna), Anna Maria Bigon (Povegliano), Sabrina Tramonte (Cavaion), Maria Luisa Contri (Cazzano di Tramigna), cui si aggiungono i vicesindaci Zanolli (Pescantina), Tomezzoli (Castelnuovo)”.

    Mentre tutte le altre forze politiche – conclude Albertini – si ricordano delle donne solo l’8 marzo, il Partito Democratico può vantare di aver già dimostrato di credere davvero nel valore delle donne, consentendo un accesso paritario alle cariche elettive e alla vita del partito. Un valore di cui andiamo orgogliosi e che rivendichiamo tutti i giorni, non solo l’8 marzo“.